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Pensare fuori dagli schemi

Questo articolo, che presenta uno stile di scrittura e un’argomento diversi dal tipico di questo sito, lo avevo precedentemente pubblicato su un mio vecchio blog. Ritenendolo tutt’ora attuale, ed essendo comunque materia d’interesse di questo sito, ho deciso di riproporlo qua, dopo più di un anno dalla sua pubblicazione. Spero possa piacervi com’è piaciuto a me.

NDR

Nella nostra epoca siamo bombardati in tutti i campi, dalla politica alla moda ai canoni di bellezza e quant’altro, da mezzi di informazione che cercano di manipolare, magari in modo subdolo, le nostre opinioni. Tutto sembra voler condurre all’incanalamento delle opinioni in una logica che tende ad una sorta di omogeneizzazione del pensiero e delle idee.
E’ un fenomeno particolarmente triste, soprattutto perché non è circoscritto a una determinata area, bensì interessa l’intero pianeta, anche se soprattutto il mondo occidentale.

Da un lato, forse, il nostro sistema di educazione scolastica impone a ragazzi lo studio quasi mnemonico, meccanico, finalizzato al voto, di mere nozioni che per essere assimilate comportano un grosso dispendio di tempo, tempo che potrebbe essere dedicato, almeno in parte, alla riflessione e alla comprensione profonda degli argomenti trattati. Dall’altro lato, la facilità di trovare rapidamente su internet, facile facile, il prodotto, l’idea, l’opinione già pronta appare come una bella scorciatoia e porta a non pensare, a non creare un’opinione personale.
E non è così immediato capire che solo ragionando con la propria testa, senza seguire gli schemi imposti dalla società, si riescono a comprendere i fatti, ad avere una visione diversa della realtà, a sopravvivere in qualsiasi situazione: di fatto, non esisterà più problema che non abbia soluzione.

La persona che viene definita creativa agisce e pensa al di fuori dagli schemi definiti: come disse Umberto Eco, “creativo non sarà colui che ha creato qualcosa di nuovo dal nulla, bensì colui che lo ha individuato”. Possiamo definire la creatività come una sostituzione di determinati concetti, schemi con altri di migliori: come si può, però, migliorare qualcosa che non si conosce? E’ chiaro che, in principio, c’è sempre bisogno di acquisire una certa conoscenza di base che deve però essere elaborata per comprendere a fondo e farla propria.
Basti pensare, per esempio, ai grandi atleti, che utilizzano tecniche e metodi personalizzati o addirittura inventati da loro stessi, perfettamente adatti a loro, che li portano a compiere grandi imprese sportive o direttamente alla vittoria: ma tutto parte dalla base tecnica assimilata e fatta propria. Come un neofita che ignora le basi non può inventare nuove tecniche, allo stesso modo una persona ignorante che assimila, facendo proprie, le opinioni e le idee preconfezionate non potrà mai essere creativa.
Infatti il cervello umano non è in grado di creare qualcosa di nuovo dal nulla, ha sempre bisogno di una base da cui partire: anche nei sogni, che sono, in un certo senso, espressione della creatività personale, il cervello mescola situazioni e ambienti conosciuti nel corso della vita, senza, quindi, “inventarli”.

Bisognerebbe, pertanto, imparare a selezionare i dati, le nozioni, le notizie che ci arrivano ed elaborare un pensiero, un’idea, un’opinione che non sarà quella imposta, magari in modo non volontario, da altri, bensì sarà il nostro pensiero, la nostra visione della realtà.

Sfortunatamente, non tutti ci arrivano.