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Denaro contante Matteo Marinelli

L’abolizione del contante ci renderà schiavi

In questi ultimi giorni, grazie all’ipotesi della tassa del 2% sui prelievi superiori ai 1500€ mensili, la discussione riguardo la positività o la negatività dell’eliminazione dell’uso del contante è tornata sulle bocche di ciascuno di noi. Ovviamente, mi pare una buona cosa analizzare la discussione da un punto di vista oggettivo, andando a spiegare come mai il passaggio completo alla moneta virtuale rappresenta tutto meno che un vantaggio. O, per lo meno, non lo rappresenta assolutamente per il cittadino medio.

Da che mondo e mondo, le motivazioni alla base della volontà dell’eliminazione dell’uso del contante, nel corso degli anni, sono rimaste sempre le stesse: combattere la malavita. Ogni stato, infatti, incentiva pesantemente l’utilizzo di strumenti elettronici per i trasferimenti di denaro, in quanto così facendo si rendono tutti i pagamenti tracciabili, banca su banca, rendendo molto più difficoltosa l’evasione fiscale. Questa, tendenzialmente, è l’argomentazione tipica di una qualsiasi persona a favore dell’eliminazione del contante.
C’è da dire, inoltre, che con il passaggio alla moneta virtuale anche i furti di denaro diventerebbero impossibile, essendo la popolazione impossibilitata a custodire il proprio denaro in casa: tutti dovremo depositare il nostro denaro in banca. La questione della tracciabilità dei trasferimenti, inoltre, renderebbe difficoltosa l’attività anche di altri mercati importanti per la malavita, come ad esempio la compravendita di beni rubati, la corruzione e lo spaccio di droga.  Ma sarebbe una difficoltà apparente, e in solo qualche anno di vita i bitcoin ci hanno già dimostrato come i pagamenti digitali possano essere usati senza nessun problema anche in questi mercati.

Insomma, eliminare il contante, dovrebbe rappresentare un potentissimo mezzo per contrastare l’evasione fiscale e l’illegalità in generale. E per i mezzi di informazione tradizionali, ormai completamente asserviti al regime, è molto facile veicolare queste argomentazioni e fabbricare consenso.

Ma non è tutto oro quel che luccica, e l’eliminazione dell’uso del contante rappresenta, in realtà, una pessima idea per qualunque cittadino che tenga alla propria libertà. Questa eliminazione, infatti, comporta l’obbligo a qualunque individuo di crearsi almeno un conto corrente bancario, costringendolo a pagare sempre e comunque mediante l’uso di carte di credito, prepagate, bancomat, assegni bancari, bonifici o qualsiasi altro strumento tracciabile. Ci sono alcune Nazioni, come gli USA o la Svezia, nelle quali questo passaggio è già stato effettuato.

Le conseguenze, terribili, coinvolgono tre aspetti fondamentali: il costume, la libertà e il potere di piccole aggregazioni di individui.

Partendo con le problematiche legate al costume, è un dato di fatto che molte piccole transazioni, principalmente legate ad un’economia di sussistenza, avvengano tramite l’uso di contanti. Con il passaggio al denaro elettronico queste transazioni non saranno rese impossibili, o comunque vedranno un consistente calo nella loro frequenza: conseguirà la presenza, quindi, di una parte di popolazione afflitta da problemi di sopravvivenza. Ovviamente, questo comporta un PIL marginale non realizzabile. Inoltre, l’uso del contante è pratico, veloce ed efficace, e difficilmente la popolazione lo abbandonerà così facilmente. Soprattutto ora, con questo crescente interesse nei confronti della gestione finanziaria personale, le cui tecniche sconsigliano vivamente i pagamenti digitali, così da aver un maggior controllo sulle proprie spese.

Per quanto riguarda la libertà, le problematiche sono numerose e terrificanti, richiamando alla mente le ipotesi fantascientifiche di Orwell. Infatti, con il passaggio alla moneta virtuale, tutti noi saremo obbligati, come detto sopra, ad avere uno o più conti correnti. Questa premessa, per quanto semplice, comporta la schedatura completa di tutto il capitale posseduto da ciascun individuo. Essendo una forma di pagamento digitale, nessuna transazione sarà capace di sfuggire agli occhi del regime: oltre alle già presenti informazioni personali possedute dalle varie multinazionali (Google, Facebook, Amazon, Visa etc), si dovranno aggiungere i nostri acquisti non digitali, i nostri spostamenti e, sostanzialmente, il nostro stile di vita. Ma non è questa la criticità dell’abolizione del contante, è da quando sono nati gli smartphone che ci siamo abituati ad essere schedati. La parte critica è il potere che si dà, così facendo, a chi ci governa.

Infatti, per estromettere completamente un individuo dalla possibilità di fare acquisti basterà, con una serie di click, bloccare i conti correnti a lui intestati, decretandogli la morte economica e finanziaria. Per la stessa logica, inoltre, nessun dissenso potrà prendere piede nel sistema, in quanto sarà sufficiente bloccare i relativi conti correnti per fermare qualunque persona o gruppo dissidente. E, visto quanto successo recentemente con le pagine Facebook e Instagram di Casapound, non è una questione da prendere troppo alla leggera.

Il regime, tra l’altro, potrà prosciugare i conti correnti di chi vorrà, quando vorrà e come vorrà. La ricchezza personale di ognuno di noi potrà svanire, o vedersi ridimensionata, in qualsiasi momento, senza lasciarci alcuna possibilità di reazione. Non sarà neanche complessa l’esecuzione di un’azione di questo tipo: sarà sufficiente applicare interessi negativi o un prelievo forzoso. Ricordiamoci che nel 1993 Giuliano Amato già fece una mossa di questo tipo, derubando i cittadini di una parte dei risparmi detenuti nei conti correnti. E, ancora una volta, essendo già successo non è improbabile che risucceda.

Inoltre, i mezzi a disposizione del regime per raggiungere i propri obiettivi sono due: il braccio armato, costituito dall’ormai famosa magistratura, e il servo, costituito dai media mainstream. Per i dissidenti scomodi, non asserviti, sarà sufficiente un’inchiesta, venuta fuori dal nulla e indirizzata verso il nulla, un titolo di giornale, qualche intercettazione telefonica ambigua, una sentenza giudiziaria accomodante in primo grado o magari semplicemente ritardata nel tempo, per giustificare il blocco di tutte le proprietà e dei conti correnti di chiunque. Non sarà ammesso nessun dissenso e nessun tentativo di ribellione.

Viene facile dunque collegarsi all’ultimo aspetto delle conseguenze di questa scelta nefasta: così facendo, il controllo del denaro passerebbe definitivamente nelle mani di un piccolo circolo di individui, denominabile potere finanziario, che si vedrebbe data la possibilità di determinare quanta moneta far circolare e chi possa averne accesso. Questo è senza ombra di dubbio un potere inimmaginabile, anche perché il controllo del denaro consegue in un controllo totale dell’economia: se già oggi le multinazionali, i mezzi di comunicazione e tutte le aziende rilevanti sono controllate da fondi comuni d’investimento e conglomerati bancari, dopo l’abolizione del contante il controllo della produzione sarà totale.

L’eliminazione del contante permetterà a quella elite di individui che ci governa di privarci di qualunque forma di libertà: l’unica speranza verso questo destino folle è che tali padroni siano capaci di essere benevoli non soltanto con i ruffiani asserviti, ma anche con quel gruppo via via più marginale di dissidenti ancora capaci di pensare.